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Una strada nel bosco: «È la via Severiana»

L’ipotesi dell’associazione “Amici di Bella Farnia”. Messa in palio una borsa di studio per approfondire il tema

(09 Dicembre 2017) - Per ora è un'ipotesi, ma l'associazione "Amici di Bella Farnia", dopo anni di studi, cerca conferme della propria teoria: la via Severiana passava nel bosco tra Sabaudia e San Felice Circeo e non c'era invece un percorso sulle dune costiere. Di questa strada romana costruita nel II secolo dopo Cristo e che univa Portus (Fiumicino) a Terracina, a detta dell'associazione, ci sarebbero ancora delle tracce.
«Ho riflettuto a lungo sulla sua posizione -interviene il socio Oliviero Mizzon, che ha depositato un elaborato presso l'Archivio di Stato – e credo agli studiosi che rigettano l'ipotesi di un percorso sulle dune costiere. Solo chi non ha mai visto lo sforzo dei buoi o cavalli quando un carro pesante si insabbia può parlare così. Inoltre, vanno evitate le zone basse e fangose o quelle con ripidi pendii dati dai canaloni, come ad esempio Capo dell'Omo. Allora non resta che far passare la strada sui terreni più alti, asciutti e compatti cioè sullo "spartiacque" del territorio pontino. Auspico che qualche archeologo studi questa alternativa». A tale scopo l'associazione, come fanno sapere, è pronta a premiare con una borsa di studio da mille euro un giovane studente o un ricercatore che tramuti quest'ipotesi in una tesi di laurea o di dottorato.
Secondo "Amici di Bella Farnia", come dicevamo, ci sarebbero ancora delle tracce di questo percorso. Indizi che «parlano latino». «I lavori di bonifica- evidenzia Mizzon - hanno fortemente alterato lo stato del territorio probabilmente distruggendo delle prove: ma ciò non è accaduto nel bosco. Le foto aeree evidenziano un sentiero,ora ad uso turistico, che taglia il bosco quasi in diagonale e che da poco sotto San Donato punta verso la Fonte di Lucullo/Villa di Domiziano. Nelle vicinanze di Cerasella si può notare lungo il bordo il rudere di quello che sembra un pezzo di colonna in granito. Più in là incrocia un altro sentiero detto dello Stilo di Giove». Si tratterebbe di un sentiero utilizzato da carrettieri, lestraioli, pastori e transumanti, nonché - fino all'inizio Ottocento - da pescatori di San Felice e Terracina. Lo "stradello delli pesciaroli" riportato in una mappa del 1693, che - sostiene il professor Mario Tieghi - potrebbe essersi sovrapposto almeno in parte alla vecchia via Severiana. «Il Parco del Circeo - concludono dall'associazione - può portarci alla scoperta della più antica strada di Sabaudia».

Fonte: Latinaoggi.eu
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