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- Itinerario n. 5 - Promontorio del Circeo
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Promontorio del Circeo: il Picco di Circe
Il Picco di Circe da Torre Paola
Partenza: Piazzale di Torre Paola
Arrivo: Picco di Circe
Tempo di percorrenza: 2,30 ore
Difficoltà: Impegnativo (EE) - alcuni passaggi esposti
Lunghezza: 1 km ca
Dislivello: 540 m
Pubblicazioni: Carta Turistica Parco Nazionale del Circeo 1: 40.000.
Questo itinerario – l'unico del Parco con difficoltà escursionistica da montagna e alcuni tratti esposti nei quali fare molta attenzione - consente di raggiungere il punto più alto del Promontorio del Circeo: il Picco di Circe, che raggiunge una quota di 541 m sopra il livello del mare.
Il percorso inizia sulla strada sterrata che parte sul piazzale di Torre Paola. Dopo 300 m si imbocca sulla destra un sentiero piuttosto ripido che segue una pista tagliafuoco, segnato da una freccia rossa e gialla su un tronco d'albero. Il primo tratto attraversa un fitto e rigoglioso bosco con leccio, orniello, roverella, carpino nero, corbezzolo erica arborea e altre piante tipiche della macchia mediterranea. Dopo alcuni tornanti si raggiunge il crinale, da dove si può godere di ampi panorami dell’entroterra, della duna, dei laghi costieri del il mare aperto. L’escursione è un po’ faticosa, soprattutto nella prima parte, per la ripidità del sentiero e per alcuni tratti rocciosi poco agevoli. Per questo si consiglia un equipaggiamento escursionistico adeguato: scarpe da trekking e, se non fa particolarmente caldo, una giacca per ripararsi dal vento.
Le persone più esperte possono proseguire lungo il crinale, percorso più lungo (fino al Picco circa 2 ore e 30) e in alcuni tratti abbastanza esposto. Dopo aver raggiunto un dosso con vista sulle pareti scoscese del "Precipizio", si prosegue fino a raggiungere il Picco di Circe, sul quale sorgeva il tempio dedicato a Venere, ormai ridotto a pochi ruderi.
Oltre al panorama, l’itinerario illustrato consente di osservare, nei periodi giusti, il ciclico passaggio di molti uccelli migratori o, più di frequente, le acrobazie aeree del falco pellegrino (Falco peregrinus), un rapace diurno che nidifica proprio sulle pareti rocciose del Promontorio.